Le pressioni delle autorità antitrust continuano a colpire il gigante cinese dell’e-commerce Alibaba. Non si tratta solo di sanzioni e “spacchettamento” di attività in conflitto: adesso il gruppo fondato da Jack Ma teme la perdita di attrattività verso i migliori talenti digitali. Di qui la mossa dell’azienda: niente aumenti di stipendio per il personale senior nel 2021 e, invece, buste paga più ricche per le figure junior. Quei giovani talenti che sono vitali per nutrire la capacità di innovazione dell’azienda.

Alibaba ha subito all’inizio di aprile la più grande multa mai inflitta in Cina (2,33 miliardi di euro) dall’autorità Antitrust (State Administration for market regulation) con l’accusa di aver violato le regole della concorrenza di mercato.

“I talenti sono l’asset più importante per Alibaba”

È l’agenzia Reuters ora a riportare, in base a fonti confidenziali, che i dipendenti senior di Alibaba non saranno eleggibili quest’anno per aumenti di stipendio, a meno di prestazioni eccezionali. Invece, al personale junior sono stati offerti sostanziosi aumenti. Si tratta di una policy opposta a quella finora seguita dall’azienda di Hangzhou.

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I manager di livello più alto, come prassi, hanno finora ricevuto in media un incremento annuale del 5%-10% del compenso, più incentivi in forma di azioni.

Alibaba non ha commentato sul congelamento degli aumenti per gli executive, ma ha dichiarato a Reuters che “I talenti sono l’asset più importante per il gruppo Alibaba. Abbiamo un sistema di remunerazione solido e competitivo che riflette le nostre priorità nel coltivare la nostra futura generazione di talenti”.

Alibaba ha uno staff di oltre 252.000 persone nel 2020. Gli incrementi in busta paga sono solitamente decisi nel mese di aprile

La multa-record dell’Antitrust cinese

La multa pari a 2,33 miliardi di euro inflitta ad Alibaba dall’Antitrust cinese equivale al 4% dei ricavi del gruppo nel 2019 e rappresenta il punto più alto del giro di vite contro le grandi conglomerate della tecnologia in Cina. Nel mirino c’è anche l’altro colosso fondato da Jack Ma, il braccio fintech di Alibaba, Ant Group, costretta a bloccare la sua Ipo e a trasformarsi in holding finanziaria.

L’Antitrust cinese ha sanzionato la pratica di Alibaba nell’attività e-commerce con cui costringe i commercianti a usare la sua piattaforma in esclusiva. In questo modo, secondo l’authority, Alibaba avrebbe limitato la concorrenza nel mercato delle piattaforme di servizi di vendita al dettaglio online in Cina, ostacolato l’innovazione e lo sviluppo dell’economia delle piattaforme e danneggiato gli interessi dei consumatori, costituendo “un abuso della posizione dominante sul mercato”.

Il giro di vite di Pechino contro i colossi hitech

L’Antitrust cinese ha poi alzato ulteriormente il tiro contro i colossi nazionali dell’hitech con un ultimatum: un mese di tempo per adeguarsi alle regole sulla concorrenza di mercato, con il rischio di “severe punizioni” per chi non si sarà allineato entro i termini.

L’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato ha convocato i rappresentanti di 34 piattaforme – tra cui giganti come Tencent, Meituan, Didi, Baidu e ByteDance – per avvisarle di condurre un rettifica complessiva entro un mese delle pratiche monopolistiche e delle irregolarità fiscali. Il rischio per i big del settore tecnologico è ora quello di dovere affrontare multe sullo stile di quella inflitta ad Alibaba.

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