Priorità della priorità sono gli ultraottantenni, i più falcidiati dall’epidemia per i quali si guarda a una messa in sicurezza entro aprile. Spazio poi alle persone con elevata fragilità, familiari conviventi e i caregiver e subito dopo ci sono gli italiani che hanno tra i 70 e i 79 anni e quelli nella fascia 60-69, a cui va riservato prevalentemente il vaccino di Astrazeneca.

È la nuova impostazione del piano vaccinale messa a punto per dare uniformità alla campagna accelerando il raggiungimento degli obbiettivi che, in certe fasce, sono largamente lontani. Dalla somminstrazione ritardata delle secondi dosi si attende un contributo ulteriore per allargare nel più breve tempo possibile la platea dei protetti. Sempre che le aziende produttrici nel flusso di sieri mantengano le promesse, viste le continue sorprese registrate sinora.

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Via al completamento dei sanitari in prima linea

In arrivo entro martedì sono 360mila dosi di vaccino nell’hub della Difesa a Pratica di Mare, che saranno poi distribuite alle Regioni. Di queste, 184.800 riguardano il primo carico di Johnson&Johnson mentre altre 175.200 sono di AstraZeneca (oltre allo slot settimanale di Pfizer). È diventato ormai chiaro che funzionali alle riaperture sono i numeri delle vaccinazioni raggiunti luogo per luogo e uno dei parametri cruciali sarà proprio il tasso di occupazione delle terapie intensive dove in maggioranza finiscono purtroppo i più anziani. Accanto a loro, in parallelo, va portata a termine la vaccinazione dei sanitari, ma solo quelli «in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura» della malattia e coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private.

Stop a personale scolastico e forze dell’ordine

I criteri ridisegnati dal commissario per l’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo bloccano dunque la vaccinazione del personale scolastico, delle forze armate e delle forze di polizia, tranne che per chi ha avuto la prima dose che potrà completare il ciclo. Stop anche alle somministrazioni nelle carceri, a meno che non si tratti di persone over 60 o fragili. E nessuna chance di procedere ha, al momento, il programma immaginato per rendere le isole Covid free (la piattaforma che consentiva di prenotare il vaccino per i residenti di Ischia, Procida e Capri è stata sospesa). Con disappunto del comparto turistico che aveva sostenuto e apprezzato lo sforzo di alcune Regioni che su richiesta dei sindaci si erano attivate per dare a tutti sulle isole minori la possibilità di essere vaccinati.

Per Pfizer e Moderna richiami dopo 42 giorni

In questo trimestre sono attesi 50 milioni di vaccini, di questi 7,3 milioni da parte del neoentrato Johnson&Johnson. «Se riusciremo a vaccinare la maggior parte della popolazione, questa estate ci potremo consentire molte più libertà», spiega il ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista a Repubblica indicando novità in arrivo, tra cui un richiamo Pfizer e Moderna a 42 giorni, non più 21 e 28 («si recuperano due o tre settimane e può essere utile in questa fase»). E inoltre la possibilità per gli over 60 di presentarsi agli hub per farsi immunizzare con AstraZeneca senza prenotazione con le dosi residue.

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