Come studi scientifici hanno ampiamente dimostrato, gran parte delle polveri sottili da traffico su gomma deriva da usura di freni e pneumatici e dal sollevamento di quella che sta per terra. Ogni gomma che rotola, a prescindere che il motore sia vecchio, nuovo o elettrico, solleva polvere.

Una misurazione scientifica di Dekra a Stoccarda ha mostrato che lavando le strade i giorni di superamento dei limiti vengono abbattuti di quasi il 60%. Già, l’amministrazione dovrebbe lavare le strade. Se è green, più spesso. Pertanto, i fazzoletti per terra andrebbero passati quando non piove. Poi, andavano messi sui comignoli di scarico delle caldaie dei riscaldamenti. Già, come varie indagini scientifiche hanno dimostrato, ad esempio quella di Aeris Europe, le emissioni di polveri dagli scarichi sono marginali e in calo. Il contributo maggiore, per oltre il 40%, viene dai riscaldamenti domestici, seguiti dalle industrie e dal ciclo dei rifiuti. Ma il fazzoletto è ancora sporco. E non va bene. Certo che no. Per averlo pulito devi eliminare le macchine. E siamo arrivati alla domanda: possiamo? E in subordine: vogliamo?

Rispondere alla seconda è facile: sì, vogliamo eliminare tutte quelle degli altri. Anche le nostre? Sì, perché noi possiamo. Noi ci spostiamo poco, possiamo andare a piedi e in bici. Perché abitiamo e operiamo in centro. Non abbiamo bambini da accompagnare di corsa. Nessuna spesa da portare. Ma c’è chi non può. Sempre per dare sostanza scientifica, da un sondaggio pre-Covid fatto da Ipsos per AgitaLab, un think tank, emerge che il 55% di chi vive agiatamente usa i mezzi di micro-mobilità, bici e monopattini, contro un terzo di quelli che vanno avanti con difficoltà.

Peccato che tutti, ricchi e poveri, contribuiscono alla produzione di ricchezza e non sono escludibili dalla mobilità. Posiamola, una volta e per tutte, quest’idea che le persone vadano in giro in macchina nelle città perché ne traggono piacere. In ultimo ci sono i mezzi pubblici.

Sorvolando sugli autobus, che quando non prendono fuoco restano comunque vecchi, c’è la metro, elettrica e dunque ecologica. Peccato che Dekra abbia misurato anche le polveri alla fermata della metro. All’arrivo del treno la concentrazione di polveri schizza a 655 microgrammi per metro cubo, mentre in assenza del treno è a 60. Il limite di sforamento in superfice, per il blocco del traffico, è a 40. Lì sotto il fazzoletto è bene metterlo su naso e bocca.

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