I punti chiave

  • Anche Toscana e Calabria finiscono in lockdown
  • Nel Lazio scuole in presenza dagli asili alle medie per due giorni (30 e 31 marzo) prima delle vacanze pasquali
  • L’intera Italia sarà in zona rossa a Pasqua

In attesa della Pasqua in lockdown in tutta Italia, il puzzle dei colori delle regioni registrerà solo qualche cambiamento. A Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Puglia e Campania già in zona rossa si aggiungeranno da lunedì Valle d’Aosta, la Calabria e la Toscana. In base alle ordinanze in arrivo tutte (con l’eccezione della Campania che potrebbe tornare arancione il 7 aprile) dovrebbero restare in rosso fino al 13 aprile. Mentre il Lazio dopo due settimane in lockdown sarà «promosso» in fascia arancione da martedì 30 marzo (la precedenza ordinanza che poneva la regione in fascia rossa scade infatti lunedì 29 marzo). Restano in arancione la provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, e Sicilia.

Valle d’Aosta in zona rossa

Passerà dunque da lunedì 29 marzo in zona rossa la Valle d’Aosta. Con oltre 290 nuovi positivi ogni 100mila abitanti, è sopra la soglia che segna l’ingresso nella fascia con maggiori restrizioni (250). E ha l’Rt più alto d’Italia (1,75 il valore medio). Resterà in lockdown almeno per due settimane. Ma già dal weekend, sulla base di un’ordinanza del presidente della Regione, sarà in vigore il divieto di spostarsi tra Comuni, ad esclusione degli spostamenti finalizzati a raggiungere i servizi che possono proseguire la loro attività , come i servizi di cura alla persona.

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Anche Toscana e Calabria in lockdown

La Toscana sembrava avercela fatta a restare arancione. Ma la cabina di regia ha sancito il passaggio in rosso dopo che la Regione ha chiesto una correzione dei dati settimanali comunicati, finendo, sia pure di un soffio (251), sopra la soglia critica. In base alle regole la regione dovrebbe restare in lockdown almeno per due settimane. Ma il governatore Eugenio Giani su Facebook ha annunciato che l’ordinanza decreto del Ministero della Salute «prevede la zona rossa per la Toscana da lunedì 29 marzo fino al 6 aprile». È stato l’Rt sopra 1,25 a condannare alla fine anche la Calabria alla fascia rossa malgrado l’incidenza dei contagi lontana dal livello di guardia.

Lombardia ed altre sette regioni verso rosso fino al 13 aprile

Nel monitoraggio settimanale del 26 marzo Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Puglia riportano tutte dati ancora da zona rossa. A fronte di un Rt sceso ovunque sotto il valore critico di 1,25 registrano infatti un numero di nuovi casi ancora sopra la soglia critica dei 250 nuovi positivi ogni 100mila abitanti. Nello specifico Friuli-Venezia-Giulia 410, Piemonte 355, Emilia Romagna 349, Lombardia 293, Puglia 293, Marche 284, Trento 279, Veneto 254. Tutte hanno un trend in flessione. Ma non possono ambire alla zona arancione prima di due settimane.

In base a quanto previsto dalla normativa, infatti, non solo è obbligatorio rimanere nella fascia di maggior rischio (rosso o arancione) per almeno due settimane ma, per venire riclassificati, è obbligatoria la «permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive». Le ordinanze che hanno portato le otto regioni di cui sopra in rosso sono entrate in vigore lunedì 15 marzo e hanno una durata di 15 giorni. Quelle di proroga in arrivo dovrebbero avere sempre durata di 15 giorni e scadere il 13 aprile.

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