Non ancora una porta aperta, ma un primo spiraglio probabilmente sì. Sebbene ancora una data ufficiale non ci sia, l’attenzione di ristoratori, gestori di cinema, teatri e palestre è focalizzata sul giorno in cui si riaprirà.

Una boccata d’ossigeno dopo una serie di misure restrittive che, tra Dpcm e decreti legge, hanno travolto intere categorie. «Vogliamo riaprire il Paese in sicurezza – ha spiegato Mariastella Gelmini, ministro degli Affari regionali -. In questo mese abbiamo riaperto le scuole, fatto ripartire i concorsi, maggio deve essere il mese della riapertura delle attività economiche e ci auguriamo, ovviamente sulla base dell’andamento dei contagi e delle vaccinazioni, che si possa aprire qualcosa già dal 20 aprile».

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Una speranza, quella di ripartire, che è di tutti gli italiani. Ma prima bisogna liberare gli ospedali, mettere in sicurezza gli anziani e le persone fragili con il vaccino. Il ministro della Salute Speranza e il Cts stanno lavorando per mettere a punto un indicatore da utilizzare per le prossime scelte sulle riaperture. Già dalla prossima settimana il Governo potrebbe fare il punto.

Covid: fonti, in settimana valutazione dati per riaperture

Il governo potrebbe decidere di anticipare alcune riaperture prima della fine di aprile, dopo aver valutato la situazione epidemiologica. Secondo diverse fonti di governo, non è ancora stata fissata una data ma è probabile che la cabina di regia politica possa tenersi a metà della settimana 12-18 aprile. Saranno in ogni caso «essenziali» i dati, ha messo in evidenza una fonte qualificata, sia quelli relativi al contagio che alle vaccinazioni. Solo se si registrerà un trend positivo potrebbe dunque essere anticipata la riapertura di qualche settore nelle successive due settimane.

I criteri indicati da Draghi

Che bisogna ripartire, d’altronde, lo ha detto chiaramente anche il presidente del Consiglio Draghi nella conferenza stampa di giovedì 8 aprile, indicando le «prossime settimane» come quelle in cui si parlerà di «riaperture e non di chiusure». Legando la ripresa alla capacità delle regioni di vaccinare la popolazione più anziana. Più vaccini saranno somministrati, prima si potrà tornare alla normalità. Se non fossero state vietate le zone gialle dal decreto legge anti coronavirus attualmente in vigore, cinque regioni (Alto Adige, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise) potrebbero riaprire bar e ristoranti a pranzo da lunedì.

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