Problema atavico nel Lazio. Il Covid lo ha letteralmente esacerbato. Le liste d’attesa della sanità, a causa della pandemia, si sono allungate a dismisura. Ecco alcuni esempi, tratti dal report preparato dalla Cisl Fp Roma e Lazio, sulle prestazioni più richieste e con priorità programmabile o differibile.

Nessuna disponibilità dal Recup regionale (il numero unico di prenotazione) per la tac del torace, dell’addome, della colonna e cerebrale, con e senza liquido di contrasto. Prenotazioni chiuse, salvo disponibilità legate a qualche rinuncia, anche per le risonanze magnetiche: al ginocchio come all’addome, al cervello, al tronco encefalico come alla colonna vertebrale. Uniche sporadiche eccezioni nella Asl Roma 2, nella 4 e a Frosinone.

Per un ecocolordoppler venoso agli arti inferiori nella Asl Roma 6 ci si può mettere comodi perché prima del 16 novembre del 2022 non ci sono disponibilità. Nella stessa azienda sanitaria, per una visita oculistica bisognerà aspettare invece l’11 febbraio del prossimo anno.

Una ecografia cute (dermatologica) o tiroidea nella Asl di Latina? Non prima del prossimo 9 giugno, un anno preciso. Sempre nel pontino, una visita dermatologica o un’eco addome? Ci si rivede il 27 gennaio prossimo. Oppure una mammografia al Sant’Andrea? Lo screening, che per la maggior parte delle donne deve essere annuale, è prenotabile appunto a 360 giorni: il 6 giugno 2022. Nello stesso ospedale per l’ecodoppler cardiaco, l’attesa si protrae fino ad aprile. Anche al Policlinico Tor Vergata per delle ecografie, non se ne parla prima di maggio dell’anno nuovo.

Né la situazione è molto diversa a Viterbo, Rieti o nella Roma 1. Nelle strutture della Tuscia o del Reatino, un po’ per gli esami di diagnostica per immagini, gli appuntamenti non si riescono a prendere prima dei primi due mesi dell’anno 2022. Stessa situazione negli ospedali e negli ambulatori dell’azienda sanitaria nel centro della Capitale: dove per diverse ecografie si arriva anche a marzo.

Nessuna prestazione è disponibile poi al San Camillo tramite Recup, dal momento che a causa di un cambiamento dei sistemi informatici al momento gli appuntamenti si possono prendere solo internamente.

La situazione e i tempi di attesa migliorano però un po’ ovunque quando si chiede di poter accedere a una visita, che sia diabetologica, ortopedica o dermatologica che spesso si riesce a prenotare anche a pochi giorni di distanza e comunque non oltre dicembre.

«Questi dati dicono fondamentalmente una cosa: che dopo dieci anni in cui c’è stato il blocco del turn over, adesso occorre assumere personale — è questo il commento di Roberto Chierchia, segretario della Cisl Fp Roma e Lazio, allo studio di cui ha fornito un’anteprima al Corriere — e trasformare quattromila precari, di cui 3.500 reclutati con la manifestazione di interesse durante il Covid, in contratti a tempo indeterminato». Una richiesta per cui il 22 giugno manifesteranno sotto la sede della Regione in via Cristoforo Colombo.

Nè questo delle liste d’attesa che si sono allungate è l’unica criticità emersa durante l’analisi della Cisl. «Un altro problema grande sono gli interventi chirurgici che sono saltati in tutti questi mesi a causa dell’emergenza Covid e della conseguente rimodulazione della sanità regionale — conclude Chierchia —. Solo per fare un esempio, la cardiochirurgia da inizio pandemia, quindi da un anno e mezzo, ancora non chiama i pazienti che necessitano dell’intervento per cambiare la valvola mitralica». Un’operazione fondamentale per chi soffre di insufficienza media o severa, e che può servire anche a evitare di contrarre infezioni che potrebbero causare l’endocardite.

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