Spingere la digitalizzazione in Europa. Facendo leva su banda ultralarga, 5G, cloud e microchip. E sulle nuove competenze. Questa la sfida della Commissione Ue messa nero su piano nel “Patto per il decennio digitale” (SCARICA QUI IL DOCUMENTO) che rilancia sugli obiettivi dell’Agenda 2030 introducendo una serie di novità. “Come mai prima d’ora investiremo nel 5G e nella fibra. Ma altrettanto importante è l’investimento nelle competenze digitali. È un compito che richiede l’attenzione dei leader e un dialogo strutturato al massimo livello”, ha detto nel Discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Per monitorare l’avanzamento dei piani nazionali la Ue introduce l’obbligo di notifica: gli Stati membri dovranno inviare all’Europa non solo i propri piani ma anche lo stato di avanzamento degli stessi per consentire una mappatura a livello continentale (da cui sortirà un ranking periodico). E ciò vale anche per l’uso dello spettro radio e quindi per il 5G: gli Stati dovranno notificare in anticipo i piani riguardo all’uso dello spettro.

“Al fine di garantire che la cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri sia efficiente ed efficace, gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione tabelle di marcia strategiche nazionali del decennio digitale che coprono il periodo fino al 2030 (“tabelle di marcia strategiche nazionali del decennio digitale”) proponendo, ove possibile e misurabili a livello nazionale, traiettorie nazionali, descrivendo tutti gli strumenti adottati, pianificati o attuati al fine di contribuire al raggiungimento a livello dell’Unione degli obiettivi della presente decisione e dei target digitali”, si legge nel documento visionato da CorCom. “Queste roadmap strategiche nazionali del Decennio Digitale saranno uno strumento cruciale per il coordinamento delle politiche degli Stati membri e per garantire la prevedibilità per il mercato. Gli Stati membri dovranno tenere conto delle iniziative settoriali pertinenti, sia a livello dell’Unione che nazionale, e garantire la coerenza con esse. Durante il ciclo annuale di cooperazione, gli Stati membri potranno proporre adeguamenti alle loro tabelle di marcia strategiche nazionali per il Decennio digitale tenendo conto dell’evoluzione della transizione digitale a livello dell’Unione e nazionale e per rispondere, in particolare, alle politiche, misure e azioni raccomandate dalla Commissione”.

E riguardo alle politiche relative alla gestione dello spettro radio “essendo (quest’ultimo, ndr) essenziale per raggiungere gli obiettivi digitali, e in particolare un’infrastruttura digitale sicura, efficiente e sostenibile”, gli Stati membri dovranno riferire in merito alle politiche e misure adottate e future relative alla disponibilità e alla possibilità di utilizzare lo spettro radio per gli utenti esistenti e i potenziali investitori e operatori”.

La sfida dei seminconduttori, una legge europea

“Il digitale è, senza alcun dubbio, decisivo. Gli Stati membri condividono questa valutazione: la spesa per il digitale nel NextGenerationEU sforerà addirittura l’obiettivo del 20 %, a riprova dell’importanza di investire nella nostra sovranità tecnologica europea. Dobbiamo intensificare gli sforzi per definire la nostra trasformazione digitale secondo le nostre norme e i nostri valori”, ha detto von der Leyen puntando i riflettori in particolare sui semiconduttori, “minuscoli chip che fanno funzionare tutto: smartphone, scooter e monopattini elettrici, treni o intere fabbriche intelligenti”.  Non esiste digitale senza chip. Mentre parliamo, intere linee di produzione stanno già lavorando a velocità ridotta, nonostante la domanda crescente, proprio per la carenza di semiconduttori. Ma mentre la domanda mondiale è esplosa, la quota europea dell’intera catena del valore, dalla progettazione alla capacità di produzione, si è assottigliata. Ora dipendiamo dai chip di ultima generazione fabbricati in Asia. In questo caso non si tratta solo di competitività. Si tratta anche di sovranità tecnologica. Perciò, diamo a questo problema tutta l’attenzione che merita”.

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Ma soprattutto von der Leyen annuncia che l’Europa si prepara per una nuova legge europea sui semiconduttori. “Dobbiamo mettere insieme le nostre capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione di livello mondiale. Dobbiamo coordinare gli investimenti dell’UE e nazionali lungo la catena del valore. Lo scopo è creare insieme un ecosistema europeo dei chip che sia all’avanguardia, inclusa la produzione. Così ci garantiremo la sicurezza dell’approvvigionamento e svilupperemo nuovi mercati per una tecnologia europea innovativa. È vero: è un compito estremamente arduo. E so che alcuni lo considerano fuori portata. Ma quelle stesse persone sostenevano la stessa cosa per Galileo vent’anni fa. E guardate cos’è successo. Ci siamo rimboccati le maniche. E così, oggi, i satelliti europei forniscono il sistema di navigazione per oltre 2 miliardi di smartphone in tutto il mondo. Siamo leader mondiali. Perciò, diamo nuovamente prova di audacia, questa volta per i semiconduttori”.

Politica europea per la cyberdifesa

“Non si può parlare di difesa senza parlare di cibernetica. Se tutto è collegato, tutto può essere piratato. Dato che le risorse sono scarse, dobbiamo unire le nostre forze. E non dovremmo limitarci ad affrontare le minacce informatiche, ma dovremmo cercare anche di conquistare un posto di primo piano nella cibersicurezza”, ha detto von der Leyen nell’annunciare che l’Europa “ha bisogno di una politica europea della cyberdifesa, compresa una legislazione su norme comuni nel quadro di una nuova legge europea sulla cyberresilienza“.

Il primo passo – ha detto la presidente della Commissione Ue – ” è una valutazione comune delle minacce con cui dobbiamo confrontarci e un approccio comune per affrontarle. La futura “bussola strategica” è una parte cruciale di questa discussione. E dobbiamo decidere come sfruttare tutte le possibilità già previste dal trattato. Per questo, durante la presidenza francese, convocherò con il Presidente Macron un vertice sulla difesa europea. È tempo che l’Europa passi alla fase successiva”.

Etno: “Garantire normativa coerente con gli obiettivi”

“Si tratta di una forte strategia digitale per il prossimo decennio, che dà la priorità agli investimenti dell’UE nella digitalizzazione e nell’innovazione. Ora dobbiamo garantire che l’azione normativa a livello UE e nazionale sia coerente con tali obiettivi. Questo è fondamentale per accelerare le necessarie transizioni digitali e green”, commenta Lise Fuhr, direttore generale di Etno, l’associazione che rappresenta le principali telco in Europa.

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