“Gli interventi del Garante dimostrano come la digitalizzazione dell’attività fiscale esiga di essere inscritta all’interno di un progetto lungimirante e organico, che consideri la protezione dati non soltanto come un mero obbligo normativo, ma come un requisito necessario per l’efficacia e l’efficienza delle attività di verifica e tax compliance, nonché per rafforzare la fiducia dei cittadini nel ricorso a tecniche di analisi nuove e particolarmente penetranti”. L’ha detto il Garante della privacy Pasquale Stanzione in commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria a proposito di “digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali“.

Gli elementi da valorizzare nella digitalizzazione del fisco

Per Stanzione “sono, in questo senso, da valorizzare in modo particolare i principi di proporzionalità e minimizzazione, circoscrivendo l’ambito del trattamento ai soli dati e alle sole operazioni strettamente indispensabili ai fini perseguiti, adottando misure di privacy by design e by default che consentano di non interpretare la protezione dei dati come una sorta di retrofit da applicare alle grandi banche dati per rendere i trattamenti conformi al Regolamento, e favorendo ove possibile sempre il ricorso a dati effettivamente anonimi”.

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Ma occorre porre attenzione anche rispetto alla “previsione normativa del trattamento anche a fronte di nuove ipotesi di interoperabilità dei sistemi, così da evitarne una moltiplicazione incontrollata e ingovernabile, tale da ostacolare anche l’esercizio dei diritti da parte degli interessati”. Servono poi “adeguate garanzie rispetto al processo decisionale automatizzato e requisiti di sicurezza e resilienza dei sistemi, essenziali anche a fini di cybersecurity. “Queste misure”, sostiene il Garante della privacy, “consentiranno di promuovere un’innovazione nell’attività fiscale tale da renderla tanto efficace quanto rispettosa della privacy dei contribuenti, secondo quel bilanciamento tra esigenze collettive e diritti individuali su cui si fondano l’ordinamento interno e quello europeo”.

Stanzione ha infine precisato che “il Garante non ha mai ostacolato il processo di digitalizzazione in sé e tanto meno in ambito fiscale, nella consapevolezza peraltro del contributo prezioso che le nuove tecnologie possono offrire all’azione di contrasto dell’evasione fiscale, meglio selezionando gli obiettivi del controllo. E questo anche al fine di garantire, in ultima analisi, quell’equità fiscale sottesa all’idea stessa della progressività delle imposte sancita, con lungimiranza, dal Costituente”.

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