La trimestrale di Ibm appare come una conferma della bontà della scommessa sul cloud computing: il colosso americano dell’It, ormai tutto volto ai servizi di nuova generazione, ha messo a segno la più alta crescita trimestrale dei ricavi in oltre due anni. I risultati del trimestre terminato il 31 marzo hanno superato le attese di Wall Street, come riporta Reuters.

Il totale delle entrate cloud è cresciuto del 21% a 6,5 miliardi di dollari (del 18% dopo gli aggiustamenti legati ai cambi valutari). A trainare i conti è, in particolare, la spesa da parte dei clienti dei settori retail, manifattura e viaggi negli Stati Uniti, ha sottolineato il direttore finanziario James Kavanaugh. Gli investimenti in servizi cloud sono ripresi dopo un iniziale crollo legato alla pandemia.

Ricavi totali a +1%, utile netto in calo

La divisione core di Ibm, Global technology services, continua a registrare una flessione del fatturato a 6,4 miliardi di dollari (-1,5%). Questa divisione include le attività Infrastructure & Cloud services e Technology support services. Le entrate cloud raccolte in questa divisione sono in crescita del 6%.

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Il calo di Global technology services è stato controbilanciato dalla crescita nelle altre unit. Complessivamente il colosso americano è riuscito a mettere a segno una incremento dell’1% delle revenue totali, pari a 17,73 miliardi di dollari nel primo trimestre, superando le previsioni degli analisti di Refinitiv (17,35 miliardi).

Nel dettaglio, le revenue della divisione Cloud & cognitive software (piattaforme Cloud & Data, applicazioni cognitive e piattaforme di transaction processing) sono salite del 4% a 5,4 miliardi di dollari (+1% dopo aver tenuto conto dei cambi). Le entrate cloud riunite in questa divisione sono in crescita del 38% (+34%).

I Global business services (Consulting, application management e global process services) crescono del 2% a 4,2 miliardi di dollari (o -1% con gli adeguamenti dei cambi). Le entrate cloud registrate in questa unit segnano un +33% (+28).

I ricavi di Systems (Systems hardware e Operating systems software) segnano un +4% a 1,4 miliardi (+2% con gli adeguamenti dei cambi).

Il totale delle vendite cloud è di 6,5 miliardi di dollari (+21% o +18% con gli adeguamenti dei cambi). Negli ultimi 12 mesi i ricavi del cloud ammontano a 26,3 miliardi di dollari (+19%).

Le revenue di Red Hat sono in crescita del 17% (+15% tenuto conto dei cambi).

L’utile netto Gaap è sceso a 955 milioni di dollari, o 1,06 dollari per azione, contro 1,18 miliardi (1,31 dollari per azione) nel primo trimestre 2020. L’utile operativo non-Gaap è di 1,6 miliardi o 1,77 dollari per share e batte le attese di mercato (1,63 dollari).

Mainframe, aumenta la domanda dell’industria finanziaria

“Le robuste performance di questo trimestre nel cloud, grazie alla crescente adozione da parte dei clienti della nostra piattaforma di hybrid cloud, e la crescita nel software e nella consulenza ci hanno permesso di dare un avvio solido all’anno”, ha commento il ceo di Ibm, Arvind Krishna. “Sappiamo di dover lavorare ancora, ma siamo fiduciosi di poter ottenere una crescita dei ricavi full-year”.

Per Ibm crescono anche le vendite legate all’attività dei mainframe, un business dato per “morto” da decenni e che invece continua a rivelarsi redditizio. I grandi computer attraggono clienti che preferiscono tenere i dati on-premise, nonostante l’ascesa del modello cloud. Sono le aziende del settore finance, come le banche e le società delle carte di credito, a chiedere i mainframe o a spendere per espanderne la capacità per gestire la crecita del volume delle transazioni spinta a sua volta dal boom del trading retail , ha spiegato il Cfo Kavanaugh.

“Ottimo modo di cominciare l’anno per un’azienda che sta scommettendo tutto sul cloud”, ha commentato Patrick Moorhead, analista di Moor Insights & Strategy.

Lo scorporo dei servizi gestiti: nasce Kyndryl

Ibm ha deciso di separare, entro la fine dell’anno le sue attività di Managed infrastructure services, che confluiranno in una nuova società indipendente chiamata Kyndryl.

Lo scorporo permetterà a Ibm di concentrarsi in via esclusiva sui business del futuro, ovvero hybrid cloud e intelligenza artificiale, mentre Kyndryl fornirà servizi per la gestione delle infrastrutture tecnologiche di aziende e altre organizzazioni, come ha spiegato Stefano Rebattoni, general manager di Ibm Italia, in occasione del “Digital Think Coffee”.

Ibm considera l’hybrid cloud un’opportunità di mercato da un trilione di dollari. In questa ottica ha acquisito l’anno scorso la società finlandese NordCloud.

La spinta al cambio di modello di business è stata frutto anche dell’acquisizione di Red Hat, rilevata nel 2019 per 34 miliardi di dollari: la società ha portato in dote la piattaforma di open hybrid OpenShift che sarà la base alla strategia operativa della nuova Ibm.

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