di Francesca Cibrario

Il co-vincitore del premio Nobel per la Chimica 2019 fa il punto sulla convergenza tra industria tecnologica e trasporti, che potrebbe essere guidata dall’azienda dell’iPhone

I trasporti e la tecnologia digitale diventeranno presto un’unica industria, dipendendo entrambe dalle batterie al litio. Ne è convinto Akira Yoshino, vincitore assieme a John B. Goodenough e M. Stanley Whittingham del premio Nobel per la Chimica 2019, proprio per il loro lavoro sugli accumulatori agli ioni di litio, l’unica tecnologia che, in oltre un secolo, abbia saputo fare seriamente concorrenza ai combustibili fossili e ai motori a combustione per i trasporti.

Tesla vs Apple
Il chimico giapponese ha fatto il punto sulla mobilità del futuro in un’intervista rilasciata alla Reuters. «In questo momento, l’industria automobilistica sta pensando a come investire nel futuro della mobilità. E lo sta facendo anche il settore dell’information technology. In qualche modo, a un certo punto, tra l’industria automobilistica e l’industria tecnologica ci sarà una sorta di convergenza per il futuro della mobilità». Ma non sarà necessariamente Tesla a guidare questa convergenza, secondo Yoshino: «Tesla ha una propria strategia indipendente. Quella a cui prestare attenzione è Apple. Cosa faranno? Penso che potrebbero annunciare qualcosa presto. E che tipo di macchina potrebbero annunciare? Che tipo di batteria?». Qualunque sia la strada che vorranno esplorare a Cupertino, la scopriremo presto secondo il premio Nobel: «Probabilmente vogliono arrivare intorno al 2025. Per farlo, penso che debbano annunciare qualcosa entro la fine di quest’anno. Questa è solo la mia ipotesi personale».

Verso la condivisione e la ricarica wireless

Un’altra ipotesi di Akira Yoshino è che possederemo sempre meno i veicoli, ma sceglieremo di condividerli, pagando a consumo. Inoltre, il premio Nobel ha fiducia nei veicoli elettrici a guida autonoma e nel fatto che presto si potranno ricaricare da soli, wireless: «I veicoli elettrici autonomi sapranno quando devono ricaricarsi e, da soli, si recheranno alla stazione di ricarica. Questo tipo di situazione può avverarsi prima di quanto si pensi». Ma in che modo sarà possibile? «La tecnologia di base per la ricarica wireless non è un problema. Il problema è come applicarla nella pratica. Ci sono due possibilità. Una è che le auto siano parcheggiate in un determinato luogo in cui è disponibile la ricarica wireless. La seconda è ricaricare mentre l’auto è in movimento. Probabilmente non potrà succedere su tutte le strade, ma su alcune strade potrebbe essere possibile». Per far capire semplicemente l’utilità di ricaricare wireless le auto elettriche, il premio Nobel chiama in causa un celebre robottino domestico: «Il veicolo elettrico è quello che più si presta a rifornirsi autonomamente. Se pensi all’aspirapolvere Roomba, questo fa il giro della stanza e va a ricaricarsi. Se Roomba avesse bisogno di una persona che venga a “riempire il serbatoio”, nessuno lo vorrebbe acquistare».

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