Durante l’evento ‘Spring Loaded’ di ieri, Apple ha tolto il velo a prodotti di cui si era ampiamente parlato in passato ed altri inattesi. Fanno parte di quelli noti, gli AirTag, i piccoli localizzatori dotati di Bluetooth (ed NFC ma solo passivo) che dovrebbero aprire ad una nuova categoria merceologica sia per la Mela che per i produttori di accessori, come portachiavi e borse, dotati di fori pensati apposta per ospitare i tracker rotondi. Novità solo estetica per iPhone 12, anche in versione Mini, che arriva in colorazione viola, una strategia finora adottata solo per i modelli “low-cost”, come l’Xr e il Se, lanciati in tonalità diverse dal bianco e nero. Ma la vera innovazione è sotto la scocca dell’iPad Pro, che adesso integra un processore M1, parente stretto di quello a bordo dei MacBook lanciati a novembre 2020.

Gli iPad Pro con M1- Il nuovo iPad Pro è dotato di un chip casalingo M1 a 8 core che offre prestazioni fino al 50% più veloci rispetto al precedente A12Z Bionic. La GPU a 8 core promette performance fino al 40% più veloci e, secondo Apple, questa combinazione rende il tablet il “dispositivo più veloce del suo genere”. La presenza dell’Apple Neural Engine a 16 core di nuova generazione, un processore di segnale di immagine avanzato (ISP), un’architettura di memoria unificata a larghezza di banda elevata fino a 16 GB di memoria Ram e archiviazione massima di 2 TB , fanno dell’iPad Pro un dispositivo almeno pari a qualsiasi MacBook lanciato prima del 2020. In aggiunta a ciò, il display con tecnologia Mini-Led, che Apple chiama Liquid Retina XDR, ma anche la porta di ingresso Thunderbolt, che apre a scenari di connettività maggiori, come monitor esterni e fotocamere.

Gli iMac colorati – I nuovi iMac da 24 pollici sono disponibili in una varietà di colori e riecheggiano quella che fu la linea dei G3 del 1998. Alimentati dal chip M1, hanno display, altoparlanti, microfoni e webcam di qualità superiore. Tutti, tranne il modello con configurazione di base, sono dotati di nuove tastiere wireless con colori abbinati, che includono un sensore Touch ID e un pulsante diretto per le emoticon.

La Apple TV – Degno di nota anche l’aggiornamento della Apple TV, in un campo in cui la Mela deve vedersela con Google e Amazon. Esteticamente il box cambia poco, a differenza del telecomando, che ora ospita una minore superficie touch che però consente sia il tocco che lo scorrimento delle dita, per passare da un menu all’altro. Il nuovo modello ha un processore A12 Bionic e supporta l’uscita video a 120 Hz, qualora la TV lo permetta.
   

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