I punti chiave

  • L’occasione dei 160 anni delle relazioni diplomatiche Italia-Usa
  • Domani Di Maio al Congresso con Nancy Pelosi
  • Italia chiede vaccini agli Usa, disponibile ad accogliere nuove fabbriche

Ci sono gli ottimi rapporti coltivati nel tempo dall’ambasciatore italiano a Washington Armando Varricchio con tutti gli ambienti dei democratici (a cominciare da un filo diretto con la speaker della Camera, Nancy Pelosi) dietro al viaggio americano del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, primo capo di una diplomazia europea a volare oltre Atlantico. L’ambasciatore Varricchio, già designato come prossimo ambasciatore a Berlino, ha ospitato a villa Firenze negli ultimi tempi eventi di rilievo internazionale. Due mesi fa l’inviato speciale per il clima John Kerry ha celebrato proprio a Villa Firenze l’ingresso degli Usa nell’accordo di Parigi sul clima.

L’occasione i 160 anni delle relazioni diplomatiche Italia-Usa

Ora l’occasione per il viaggio di Di Maio da ieri sera nella capitale americana è la ricorrenza dei 160 anni delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e gli Stati Uniti. Al centro dei colloqui con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken (che ha già incointrato alla ministeriale Nato a Bruxelles il 23 marzo) i temi relativi al rilancio delle relazioni transatlantiche, la stabilizzazione del Mediterraneo a cominciare dalla crisi libica, i dossier preparatori del G20 a presidenza italiana, quelli sul clima in ambito Cop 26 copresieduto con il Regno Unito e la collaborazione sul fronte della pandemia in vista della Global Health summit del 21 maggio. E l’accoglienza da parte di Blinken non poteva essere più calorosa: «Sono lieto di poter accogliere qui al Dipartimento di Stato, negli Stati Uniti, il ministro degli Esteri Di Maio. Luigi, tu sei il primo ministro degli Esteri che ho l’onore e il piacere di ricevere, il primo visitatore straniero che abbiamo avuto in questa amministrazione, e credo che non potrebbe essere più appropriato” ha detto il segretario di Stato Usa.

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Domani Di Maio al Congresso con Nancy Pelosi

Il programma della visita prevede il colloquio con Blinken e con il direttore del National Institute of Allergies and Infectious Diseases (Nih), Anthony Fauci, oltre che un confronto con alcuni esponenti di importanti Think Tank statunitensi: Karen Donfried, presidente del German Marshall Fund, John Allen, presidente di Brookings, e Frederick Kempe, presidente dell’Atlantic Council. Domani 13 aprile il ministro parteciperà all’evento celebrativo dei 160 anni delle relazioni diplomatiche Italia-Usa per poi passare alla Camera dei Rappresentanti dove renderà omaggio all’agente di polizia William Evans rimasto ucciso nell’attacco del 2 aprile scorso e porgerà un breve saluto alla Speaker Nancy Pelosi. «Mentre celebriamo gli storici legami tra i nostri governi, le nostre nazioni e le persone, il Congresso degli Stati Uniti non vede l’ora di lavorare con i nostri partner italiani per creare un’amicizia sempre più solida per il futuro- ha affermato Pelosi – Ora più che mai, l’alleanza italo-americana sarà essenziale per affrontare le sfide complesse e urgenti che ci attendono, dalla crisi del coronavirus con la crisi economica globale alle minacce alla sicurezza, fino ai diritti umani in tutto il mondo E alla crisi climatica. Celebriamo questo importante anniversario rinnovando il legame speciale tra le nostre grandi nazioni per le generazioni a venire».

Italia chiede vaccini, disponibile ad accogliere fabbriche

I capi delle due diplomazie italiana e americana hanno cercato soprattutto di trovare un’intesa sulle modalità di lotta alla pandemia. In particolare come si può strutturare il promesso aiuto americano in termini di nuove dosi di vaccino una volta completata la campagna vaccinale negli Usa. «Con Blinken abbiamo concordato sulla necessità di accelerare insieme la campagna vaccinale, di organizzarci meglio come Occidente anche per fronteggiare la geopolitica dei vaccini dal quadrante orientale» ha detto Di Maio.

Un tema legato ai vaccini è anche quello che riguarda il progressivo trasferimento verso l’Europa (e soprattutto in Italia) di alcune delle fabbriche di vaccini americani attualmente delocalizzate in Cina. L’agenda comune Italia-Usa riguarda anche una postura coordinata sulla Russia e sulla Cina. Mentre sulla Russia l’Europa è divisa tra chi vuole rapporti più stretti con Mosca come partner per le forniture energetiche (come la Germania con North Stream) sulla Cina la tendenza è di essere cauti sul piano politico ma considerando Pechino un partner essenziale per la collaborazione economica per le nuove tecnologie e la capacità di investimento cinese in Europa.

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