«Una suora di novantadue anni è morta oggi in un monastero carmelitano in Illinois. Era una suora atipica. Non cantava molto bene. Attendeva spesso in ritardo alle sue mansioni nel convento. Lanciava bastoncini ai cani del convento, violando un divieto. Inoltre era mia madre». Sembra l’incipit di un grande romanzo, è invece l’addio di un figlio, Mark, a sua madre Ann Russell Miller, socialite californiana e madre di dieci figli per i primi sessant’anni della sua vita, carmelitana di un convento dell’Illinois per gli ultimi trenta. Mark R. Miller, nono dei dieci figli, lo ha pubblicato su Twitter, e in poche ore il mondo si è ritrovato di fronte un personaggio che un grande scrittore avrebbe impiegato lustri a concepire.

Nata negli anni Venti del Novecento, morta nei primi Venti del millennio seguente, Ann Russell Miller è stata ricca di quello che gli americani chiamano «old money», la ricchezza che viene da generazioni ed è accompagnata da gusto, cultura, etichetta; moglie di Richard Miller, milionario vicepresidente della società energetica Pacific Gas and Electric negli anni Cinquanta, aveva palchi all’opera, messe in piega da Elizabeth Arden, biglietti da visita di Tiffany, ed era una decana della beneficenza. È morta il 6 giugno nel convento delle Carmelitane di Des Plaines, in Illinois, dove viveva da 33 anni in clausura con il nuovo nome di Suor Mary Joseph della Trinità.

La piangono dieci figli, ventotto nipoti, dodici bisnipoti mai visti e le centinaia di amici della sua «prima vita», ai quali aveva detto addio, il giorno del suo sessantunesimo compleanno, con una sfarzosa festa da ottocento invitati all’hotel Hilton. Era il 1989, lei era vedova da cinque anni; il patto con il marito Richard, si legge sui giornali californiani dell’epoca, le cui cronache mondane riportavano basite l’addio alle scene di una protagonista così popolare, era che il primo dei due a rimanere vedovo avrebbe consacrato la propria vita al Signore. «L’ho vista solo due volte negli ultimi 33 anni», scrive il figlio sul suo account Twitter, ora esploso di contatti. «In parte è perché le Carmelitane sono un ordine contemplativo. Vivono in silenzio ventitré ore e mezza al giorno».

Ann si era sposata a 20 anni. «A 27 aveva già cinque figli. Ha avuto un milione di amici. Fumava. Beveva. Giocava a carte. È stata incinta per più di quattrocento settimane. La sua guida era così veloce e spericolata che uscivi dalla sua auto coi piedi dolenti per il tentativo di spingere su freni immaginari». Poi la vedovanza e la consacrazione. «Diede via tutto quel che possedeva», disse addio a tutti con una festa da grande Gatsby, «e volò a Chicago il giorno seguente». È rimasta in convento per 33 anni. Il figlio Mark scrive di «non essere in lutto: la nostra relazione era singolare». Il difficile addio a una madre senza eguali.

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