Da oggi sarà una donna a guidare l’agenzia britannica Reuters: Alessandra Galloni. È la prima volta in 170 anni di storia della prestigiosa testata giornalistica. Galloni, 47 anni, nata a Roma, sostituirà Stephen J. Adler, che andrà in pensione questo mese dopo aver guidato la redazione negli ultimi dieci anni. Adler lascia l’agenzia dopo essersi aggiudicato centinaia di premi giornalistici, tra cui sette Premi Pulitzer.
Galloni, che parla 4 lingue, è alla Reuters dal 2013, – come si legge sul sito dell’agenzia – dopo aver lavorato per 13 anni al Wall Street Journal, specializzandosi in economia e finanza e lavorando come corrispondente da Londra, Parigi e Roma.

La giornalista assume il timone mentre l’agenzia di stampa deve affrontare una serie di sfide. Alcuni di queste sono comuni a tutti i media, altre sono specifiche per la complessità dell’organizzazione: con uno staff mondiale di circa 2.450 giornalisti, Reuters serve una gamma di clienti divergenti con una gamma informativa molto ampia. La prima reazione di Galloni è arrivata con un twit: «Sono onorata di guidare la migliore redazione al mondo!».

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In una recente intervista a Prima Comunicazione online, Galloni parla del futuro della professione giornalistica e di come questo lavoro viene influenzato dai social e dalle ultime richieste dei lettori, sempre più in cerca di informazioni che confermino le proprie opinioni. Riportiamo:

Prima:Il mondo dell’informazione sta diventando più fazioso?

Galloni: È vero che i giornali, come la politica, stanno diventando sempre più polarizzati. Del resto, quello che si vende oggi è l’opinione; non si vendono più i fatti oggettivi. La gente vuole opinioni, vuole conferme di quello che crede. Tende a andare su quel giornale che asseconda le convinzioni che già ha. Per chi sta nel mezzo, tra una parte e l’altra, ci possono essere anche meno opportunità commerciali.

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