Assieme a suo fratello Guido, fu il fedele maggiordomo di Giovanni XXIII. Tante volte aveva raccontato agli amici l’emozione di trovarsi alla finestra del Palazzo apostolico, a un passo dal Papa buono, dietro la tenda, quando Roncalli pronunciò (a braccio) il famoso “Discorso della luna”. Era la sera dell’11 ottobre 1962, giorno di apertura del Concilio vaticano II… «Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: Questa è la carezza del Papa…» Un ricordo struggente, che amava condividere anche in tempi recenti.Giampaolo Gusso, aiutante di camera dai tempi di papa Roncalli, è morto a 88 anni all’ospedale Santo Spirito di Roma. I funerali si terranno lunedì 30 agosto alle 10.30 nel Duomo della natia Caorle (Venezia), da dove assieme al fratello maggiore era partito giovanissimo per Roma, con il sogno (poi realizzato) di servire i Papi. A dare la notizia della morte è stata la figlia, Anna Maria, con un «Ciao papà» pubblicato su Fb assieme a una foto alla quale è molto legata: lei, piccolissima, in braccio al padre e al fianco della mamma, mentre Giovanni XXIII la benedice carezzandola sulla fronte.

Emanuela Orlandi, scomparsa a 15 anni nel 1983 in circostanza mai chiariteGiampaolo Gusso, dopo l’improvvisa morte del «suo» pontefice nel giugno 1963, a concilio ecumenico ancora aperto, collaborò con Paolo VI e i successivi capi della Chiesa, Luciani e Wojtyla. E poi, da pensionato, fu vicino a Ratzinger, proseguendo il suo impegno nelle Mura leonine come instancabile animatore delle attività della parrocchia di Sant’Anna. Un nome, Gusso, citato anche negli atti giudiziari come possibile testimone in relazione al caso di Emanuela Orlandi, la quindicenne sparita nel 1983 e mai ritrovata. L’aiutante di camera di papa Roncalli abitava nella stessa palazzina degli Orlandi, in piazza Sant’Egidio, all’interno dello Stato pontificio, ed era amico e collega di Ercole, il papà di Emanuela.

Emanuela Orlandi, la storia e i personaggi di un mistero
L’appello di Karol Wojtyla all’Angelus del 3 luglio 1983

Fu Giampaolo Gusso, assieme ad altri impiegati della Santa Sede, ad essere presente a un colloquio molto importante avvenuto nell’appartamento papale all’indomani della scomparsa. In quell’occasione, secondo quanto riferito dal fotografo Arturo Mari, l’aiutante di camera di Wojtyla, Angelo Gugel, disse che sua figlia era stata pedinata da sconosciuti e che, quasi certamente, era stata presa di mira per essere rapita, come poi purtroppo accadde ad Emanuela. Un elemento centrale, in grado di provare la premeditazione del sequestro Orlandi, approfondito anche dal giudice Rosario Priore, nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato a Wojtyla. E in quel frangente, stando alle ricostruzioni, Giampaolo Gusso dette prova di sensibilità e rigore morale: espresse infatti vicinanza e solidarietà ai familiari della piccola Orlandi, lamentandosi con il collega che non li aveva avvertiti del pericolo, anche a costo di far alzare qualche sopracciglio nelle sacre stanze. (fperonaci@rcs.it)

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