Dovrebbe svolgersi venerdì pomeriggio la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza chiamata a discutere delle nuove misure anti-Covid (dovrebbe essere solo un decreto, senza Dpcm). Subito dopo i dati del report settimanale a cura dell’Istituto superiore di sanità. Le decisioni finali sulle misure del decreto dovrebbero essere prese però all’inizio della prossima settimana. Con un congruo anticipo sulla data di scadenza del 6 aprile dei provvedimenti in vigore (il Dpcm del 2 marzo e il decreto legge del 13 marzo).

Priorità del governo è la riapertura delle scuole

Al primo posto nell’elenco delle riaperture, per Draghi figura la scuola (a oggi, visti i colori dell’Italia, sono tornati in Dad oltre 6 milioni di studenti). Il premier lo ha fatto capire chiaramente nel suo discorso a Palazzo Madama in vista del vertice dei capi di Stato e di governo. «Mentre la campagna di vaccinazione prosegue è bene cominciare a pensare alle riaperture – le parole di Draghi -. Se la situazione epidemiologica lo permette, cominceremo a riaprire la scuola in primis. E cominceremo a riaprire le scuole primarie e la scuola dell’infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo, subito dopo Pasqua». L’ultimo Dpcm, in scadenza il 6 aprile, prevede lezioni a distanza per le scuole di ogni ordine e grado in zona rossa, una fascia nella quale si trova ormai la metà delle regioni italiane. Mentre fino al 5 marzo agli alunni delle classi fino alla prima media era consentito di frequentare la scuola in presenza.

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Ipotesi test nelle scuole per monitorare i contagi

L’ipotesi, presa in considerazione dal Commissario per l’Emergenza Covid, Francesco Figliuolo, è di monitorare l’andamento dei contagi nelle scuole con tamponi rapidi periodici per i ragazzi e i docenti. Una richiesta, che sarà valutata in maniera definitiva solo nei prossimi giorni, avanzata dal ministro per l’Istruzione Partizio Bianchi.

Rebus ritorno zone gialle

Il nuovo decreto potrebbe confermare il sistema dei colori al «completo». L’ipotesi è di far tornare in vigore la zona gialla, di fatto “sospesa”nel pacchetto di restrizioni dell’ultima stretta avviata dal 13 marzo per limitare il più possibile gli spostamenti e arginare la diffusione del contagio. Spingono in questo senso i ministri del centrodestra tra i quali è diffuso l’auspicio che il ripristino delle zone gialle (con riapertura almeno a pranzo dei ristoranti) segni un primo allentamento della stretta introdotta per il periodo di Pasqua. Ma gli scienziati sarebbero contrari al ritorno subito delle Regioni in fascia gialla. E c’è chi nel governo spinge per confermarne il blocco per qualche settimana. Dovrebbero essere confermato invece il coprifuoco alle 22 e la chiusura di bar e ristoranti alle 18 (con l’eccezione delle zone bianche). Slitterà la riapertura di cinema e teatri inizialmente prevista per dall’attuale Dpcm a partire dal 27 marzo solo nelle zone gialle.

Il nodo degli spostamenti tra regioni

Potrebbe essere comunque allungato almeno di una settima il blocco degli spostamenti tra le Regioni (vietati ormai da prima di Natale). Il decreto 23 febbraio n.15 che li vieta (salvo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di salute) scade il 27 marzo. Ma lo stop resterà in vigore di fatto, senza la necessità di una proroga, perché fino al 6 aprile sono abolite le zone gialle. E dopo che la Sardegna ha perso la fascia bianca, tutte le Regioni sono arancioni o rosse, colori che impediscono comunque gli spostamenti in uscita dal Comune di residenza. Bisognerà aspettare i nuovi provvedimenti per capire quando tra le ripristinate regioni gialle sarà consentita la possibilità di movimento.

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