Non c’è pace per l’acquisizione del chipmaker britannico Arm da parte dell’americana Nvidia. Dopo l’allerta lanciata dal governo britannico, Bruxelles avvia un’indagine antitrust sull’operazione da 54 miliardi di dollari. Lo rivela il Financial Times secondo cui l’indagine riguarderà “possibili effetti distorsivi sul mercato e la concorrenza nel settore”.

L’indagine scatta da settembre

L’indagine, precisa il quotidiano finanziario londinese, comincerà dopo che il colosso americano
notificherà ufficialmente alla Commissione europea il suo piano di acquisizione di Arm. Il chipmaker statunitense ha annunciato che farà la sua presentazione dopo il 6 settembre.

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Un comunicato ufficiale di Nvidia spiega che il gruppo è “al lavoro sulle procedure normative” e che “si impegnerà con la Commissione europea per spiegare l’operazione e affrontare eventuali dubbi”. Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha dichiarato di essere “fiducioso che l’accordo si chiuderà entro la fine del 2022”.

I timori del governo britannico

Nei giorni scorsi la britannica Competition and markets authority (Cma) ha infatti raccomandato un’indagine approfondita sull’operazione, affermando che ci sono “serie preoccupazioni per la concorrenza” sull’accordo. L’Autorità per la concorrenza e i mercati ha pubblicato i risultati di un rapporto al governo in cui si afferma che l’accordo potrebbe “soffocare l’innovazione in un certo numero di mercati”.

I rischi per l’innovazione nel settore

I design di Arm, essenziali per il mercato della telefonia mobile, sono concessi in licenza da molti dei concorrenti di Nvidia. La Cma ha affermato che se acquisisse Arm, Nvidia sarebbe in grado di danneggiare i suoi concorrenti limitando l’accesso alla proprietà intellettuale di Arm, cosa che Nvidia ha in realtà negato di fare. Nvidia ha offerto una “serie di rimedi comportamentali” per placare il regolatore, ma questi sono stati respinti. La Cma ha affermato che l’innovazione potrebbe risentirne anche in altre aree, inclusi data center, giochi, “Internet delle cose” e veicoli autonomi.

Anche il mercato teme il verdetto negativo delle Autorità: la questione sta prendendo più tempo del previsto. La situazione conflittuale ha provocato oscillazioni del titolo Nvidia al ribasso nonostante risultati finanziari oltre le attese.

La crisi del mercato dei chip

Il take over si inserisce in un mercato – quello dei chip – in crisi. Una crisi che spinge sempre più nazioni ad attrezzarsi per produrre autonomamente i semiconduttori, divenuti ormai “materia di sicurezza nazionale“. Lo ha detto Timothy Uy, associate director di Moody’s Analytics, intervenendo nel programma “Squawk Box Asia” della rete americana Cnbc.

“Credo che il principale problema sia la difficoltà di avere forniture più consistenti, mentre l’aumento della domanda non sembra destinato a rallentare”, ha affermato l’analista di Moody’s. “Sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta credo che le aziende si stiano adeguando. Anche i governi stanno entrando in azione perché considerano la questione, in qualche modo, materia di sicurezza nazionale”.

Glenn O’Donnell,  vice president research director di Forrester, ha affermato che la penuria di chip sul mercato globale potrebbe durare fino al 2023.

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