Dopo soli pochi mesi di vita la gamma per il mercato italiano dell’ammiraglia di DS Automobiles viene rimodulata dall’arrivo della versione E-Tense 250 ibrida plug-in della DS9. La nuova nata sostituisce la 225 e si affianca all’analoga 4×4 360, formando l’unica gamma composta solo da versioni ibride plug-in del brand premium francese, che ha l’ambizione di essere il primo di Stellantis completamente elettrificato a partire dal 2024, grazie anche a nuove versioni ibride alla spina e full-electric.

La E-Tense 250 si inserisce in questo percorso con un upgrading tecnologico che mette in equilibrio l’innalzamento della potenza con l’incremento dell’autonomia a zero emissioni rispetto alla 225. Infatti, la vettura è spinta da un inedito powertrain e utilizza una nuova batteria ad alta densità da 15,6 anziché da 11,9 kWh come quella delle altre versioni. Quest’ultima promette percorrenze di 70 chilometri a zero emissioni e può essere ricaricata completamente in quattro ore e mezza. La E-Tense 250 offre brillanti prestazioni, ma non ha un carattere sportivo. È una berlina molto confortevole grazie alle sospensioni elettroniche che variano taratura in funzione delle indicazioni che ricevono da una telecamera che legge il fondo stradale e all’efficace coibentazione dell’abitacolo.

L’ammiraglia ibrida francese è dinamicamente affidabile e abbastanza maneggevole a dispetto dalla mole e della massa. Il lineare e silenzioso rendimento del powertrain che non decade nemmeno quando dalla marcia in modalità elettrica si passa a quella ibrida contribuisce a rendere gradevole la guidabilità in ogni situazione. Ovviamente, la E-Tense 250 cambia personalità in funzione della modalità di guida impostata. Si può scegliere tra la Hybrid e la Electric con la quale si possono anche toccare i 135 all’ora, oltre che tra la Comfort e la Sport. Al termine della prova dopo avere navigato fra tutte le modalità lungo un percorso misto di un centinaio di chilometri abbiamo registrato una percorrenza media di 17,8 chilometri con un litro.

Comportamento e temperamento di questa DS9 si sposano bene con quanto trasmette la robusta carrozzeria dalla silhouette slanciata, che mimetizza un po’ la classica impostazione a tre volumi con quattro porte. L’outfit integra molte cromature che il brand utilizza per sedurre soprattutto la clientela asiatica e ispirazioni tratte dalla mitica Citroën DS del 1955. Sono le due sottili luci di ingombro sistemate sulla parte superiore dei montanti posteriori del padiglione che, pur con una forma differente, richiamano gli indicatori di direzioni della “deesse”.

Grazie al layout dell’architettura, al passo lungo e all’arredamento poco invasivo, nell’abitacolo c’è spazio in quantità anche per i passeggeri posteriori che, solo se di statura superiore alla media, possono lamentare un’accessibilità poco agevole per il profilo discendente del tetto. L’ambiente è ben rifinito, realizzato con materiali pregiati specie all’altezza del campo visivo e completato da inserti e dettagli cromati, in gran parte cesellati in maniera elaborata per i gusti europei. Ed è elaborata anche la grafica dei display da 12” della strumentazione e del sistema d’infotainment che offre la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, con cui si può interagire dopo avere preso confidenza con la loro posizione anche con piccoli tasti a sfioramento, che aprono scorciatoie che evitano di correre tra tanti menù.

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