L’ultima parola spetterà alla cabina di regia, guidata da Draghi, alla quale partecipano i rappresentanti delle forze politiche di maggioranza. Riaprire sì, ma in sicurezza, è l’obiettivo a cui il presidente del Consiglio lavora in queste ore. Molto dipenderà dalle indicazioni sull’andamento dei contagi coronavirus che emergeranno dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, atteso per venerdì 16 aprile. Sarà anche preso in considerazione il trend della campagna vaccinale. Una volta acquisite queste informazioni, sarà possibile indicare una data in cui si potrà iniziare ad allentare la morsa. La riunione della cabina di regia non è stata ancora convocata. Più che la fine di aprile, è maggio che si avvia a essere il mese della ripartenza.

Le prossime tappe verso un primo allentamento della stretta

Un punto con i ministri e i tecnici Draghi potrebbe farlo nella seconda metà della settimana. Un Consiglio dei ministri dovrebbe così dare il via libera al nuovo decreto legge, che sostituirà quello attualmente in vigore, e in scadenza il 30 aprile. Fin qui quella che potrebbe essere la tabella di marcia verso una prima forma di riapertura. Di sicuro, osservano fonti governative, non potranno esserci vere riaperture prima di aver messo in sicurezza i più anziani e i fragili. Anche per questo è difficile che la morsa delle chiusure venga allentata in maniera significativa prima della fine di aprile.

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Priorità alla definizione dei protocolli di sicurezza

In vista di questo percorso, il premier avrebbe già dato indicazione di iniziare a programmare come riaprire – si ragiona in ambienti ministeriali – quando sarà il momento, a partire da protocolli non troppo rigidi per attività che sono già in grande affanno. È un lavoro che il presidente del Consiglio porta avanti in contatto con il ministro Roberto Speranza ma anche con Franco Locatelli del Cts e il commissario Francesco Paolo Figliuolo.Fin da queste ore si lavora per studiare come permettere a cinema e teatri, bar e ristoranti, palestre, fiere ed eventi, di ripartire in sicurezza. «Il Governo e i ministeri sono al lavoro sui protocolli e stiamo lavorando sul bilanciamento dei parametri rispetto a come si muove il virus», ha chiarito la ministra per gli Affari regionali Gelmini, che mercoledì 14 aprile incontrerà i presidenti delle Regioni proprio sul tema riaperture. I governatori chiedono di riaprire i ristoranti anche a cena, puntando sulla disponibilità di strutture e spazi all’aperto.

Si parte con musei, cinema, teatri e spettacoli dal vivo

Per questo si è cominciato a lavorare sui protocolli di sicurezza dei vari settori, a partire dal mondo della cultura e della ristorazione. Il Comitato tecnico scientifico ha iniziato dalle richieste di musei, cinema, teatri e spettacoli dal vivo, che chiedono di poter tornare a lavorare e puntano a un ampliamento della capienza finora consentita da 200 persone a 400 al chiuso e da 400 a mille all’aperto. Il coordinatore del Cts Franco Locatelli e il portavoce Silvio Brusaferro hanno avuto un colloquio con il ministro della Cultura Dario Franceschini. Nelle prossime ore il ministro farà pervenire al Cts un’ipotesi, che prevede con il ritorno della zona gialla (esclusa fino al 30 aprile dal decreto legge attualmente in vigore) una riapertura di cinema e teatri non più con una capienza limite del 25% – indicata nel protocollo precedente – ma del 50%. Si passerebbe da un limite massimo di 200 spettatori al chiuso a 500, e da 400 a mille all’aperto. Perde invece forza l’ipotesi del tampone obbligatorio prima di mettere piede al cinema o al teatro (la soluzione potrebbe invece rimanere nel caso di concerti, ovvero maxi eventi e manifestazioni con ampio pubblico). Per i musei, l’ipotesi è quella di riaperture sulla base di visite a tempo e percorsi obbligatori.

Pressing dei ristoratori per adottare le regole di gennaio

L’altro settore è quello della ristorazione: la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per sottoporgli il protocollo già presentato a gennaio che prevedeva ristoranti aperti anche la sera nelle zone gialle e a pranzo in quelle arancioni, con prenotazione obbligatoria. Linea che difficilmente passerà il vaglio del Cts anche se l’obiettivo di tutti è di far ripartire almeno i locali che hanno spazi all’aperto e che si trovano in zona gialla, per poi proseguire con il resto. Il ministro avrebbe spiegato che non è ancora possibile indicare una data certa per le riaperture ma gli indicatori stanno migliorando. Giorgetti avrebbe anche confermato che «presumibilmente maggio sarà un mese di riaperture» coerentemente con il segnale del governo che ha già scelto «di riaprire le scuole». Il ministro avrebbe inoltre precisato anche che «la decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri». A maggio, con un’accelerazione della campagna vaccinale e la copertura del 75% delle persone over 70, si potrebbe tornare a cenare fuori casa, anche contando su uno slittamento del coprifuoco dalle 22 attuali a mezzanotte. I locali potrebbero dunque aprire la sera, ma solo quelli che hanno dehors e tavoli all’aperto. Un’ipotesi, quest’ultima, che non soddisfa le attività che non possono contare su queste strutture.

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