Arrestato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti pilotati a Pescara, Sabatino Trotta è morto suicida in carcere.

Il dirigente del Dipartimento di Salute mentale della Asl di Pescara Sabatino Trotta, arrestato mercoledì 7 aprile per corruzione nell’ambito di un’inchiesta su alcuni appalti pilotati a Pescara, è morto suicida nella notte nel carcere di Vasto (Chieti). Quando le forze dell’ordine lo hanno rinvenuto era già privo di vita. 

Sabatino Trotta morto suicida in carcere 

Il primario era finito in un’indagine dove, secondo l’accusa, avrebbe beneficiato di regali, gioielli, viaggi e orologi costosissimi per pilotare una gara pubblica per la gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere del valore di 11,3 milioni di euro e favorire la cooperativa sotto inchiesta. La Guardia di Finanza di Pescara aveva eseguito il provvedimento di arresto emesso dalla magistratura e lo aveva trasferito in carcere. Qui era stato isolato, come prevedono i protocolli anti Covid, ma Trotta non ha retto il colpo e si è tolto la vita verso mezzanotte.

Immediato l’allarme lanciato dagli agenti, ma quando sono arrivati i sanitari del 118 era già troppo tardi e per il primario non c’è stato nulla da fare. L’uomo aveva 55 anni ed era di Castiglione a Casauria. Insieme a lui le Fiamme Gialle avevano arrestato anche il responsabile legale e la coordinatrice della cooperativa “La Rondine” oggetto delle indagini. 

Tutto pilotato. È tutto pilotato perché deve essere così“. Sarebbe questo il contenuto di una delle intercettazioni chiave che hanno portato agli arresti.

Dalle indagini, avviate nell’estate 2020 in base a segnalazioni arrivate dall’interno dell’ospedale, è venuto fuori un quadro che gli inquirenti hanno definito inquietante e tale da destare allarme.

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