In vista del nuovo decreto anti coronavirus atteso per la settimana prossima sul tavolo del Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha anticipato, in un intervento in Parlamento alla vigilia del Consiglio europeo, una graduale riapertura della scuola dopo Pasqua, se la situazione epidemiologica lo consentirà. Sul tema si preannuncia un nuovo fronte caldo nel governo, con gli “aperturisti” che guardano alla Francia e Germania, in lockdown ma con le scuole aperte, e i “rigoristi”, che temono che l’abbandono della didattica a distanza possa determinare un aumento dei contagi, proprio nel momento in cui si vuole accelerare sulla campagna vaccinale.

Draghi: se situazione lo permette riaprire scuola dopo attuali restrizioni

«Se la situazione epidemiologica lo permette, cominceremo a pensare anche alle riaperture: riaprire la scuola in primis – ha affermato Draghi -.Le primarie e quelle dell’infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni. E quindi speriamo, speriamo, subito dopo Pasqua».Ancora non è stata convocata, ma la cabina di regia tra il premier e le forze di maggioranza chiamata a discutere delle nuove misure anti-Covid dovrebbe tenersi venerdì pomeriggio, 26 marzo.

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Personale scolastico vaccinato sfiora gli 800mila

Il tema della riapertura delle scuole è strettamente connesso a quello della campagna vaccinale. Da questo punto di vista sono quasi 800mila, 789.251 per la precisione, gli operatori scolastici (presidi, insegnanti e Ata), ad aver ricevuto almeno una dose di vaccino, su circa un milione di persone. Gli insegnanti in servizio sono circa 685 mila docenti e quasi 200mila gli insegnanti di sostegno. A questi, si aggiungono i lavoratori Ata (poco oltre i 200mila) e i dirigenti scolastici (circa 8mila). Complessivamente, quindi, si parla di oltre un milione di lavoratori.Secondo i dati del governo, i vaccinati del personale scolastico, Regione per Regione sono: in Sicilia 63.346; in Calabria 7.316; in Basilicata 4.766; in Campania 96.956; in Molise 4.142; in Abruzzo 24.602; nel Lazio 90.515; nelle Marche 12.078; in Umbria 16.714; in Toscana 57.218; in Emilia Romagna 59.940; in Liguria 4.420; nel Veneto 65.344; in Friuli Venezia Giulia 17.767; nella provincia autonoma di Trento 4.749; nella provincia autonoma di Bolzano 10.577; in Lombardia 97.324; in Piemonte 56.830; in Valle d’Aosta 1.209.

Germania, scuole aperte con test-antigenici ogni 15 giorni

Il dibattito in Italia sulla presenza delle condizioni per poter riaprire le scuole anche in zona rossa guarda anche alle scelte fatte dagli altri paesi europei. A cominciare dalla Germania, che spesso viene presa a riferimento per le capacità organizzative che ha mostrato in più di una situazione. Qui Angela Merkel ha fatto marcia indietro e ha revocato le decisioni restrittive per un lockdown rafforzato annunciate all’inzio della settimana in vista della Pasqua. «È un mio errore, deve essere corretto in tempo. Penso che sia ancora possibile», ha detto la cancelliera tedesca durante un colloquio convocato il 24 marzo a sorpresa con i laender. L’istruzione era scampata alla stretta. Era stato deciso già in quell’occasione che le scuole e gli asili sarebbero rimasti al momento aperti, con l’ausilio dei test-antigenici veloci per il Covid-19 da fare due volte a settimana. «I test del personale docente e non docente e degli alunni dovranno essere estesi con l’obiettivo di arrivare a due test a settimana», si legge nel documento approvato all’inizio della settimana, anche negli asili. Dal 22 febbraio in Germania sono tornati a scuola per tappe gli studenti fino alla sesta classe (11-12 anni) e in modo parziale, con didattica a settimane alterne o parziale qualche ora al giorno. Per gli altri alunni, eccetto che per le classi che si preparano al cambio di ciclo o agli esami di maturità, continua la didattica a distanza. Le scuole rimangono in ogni caso competenza esclusiva dei Laender che possono decidere in autonomia. Nella maggior parte degli stati federati hanno inizio questa settimana le vacanze di Pasqua.

Sondaggio Yougov: tedeschi favorevoli a nuova chiusura

Secondo un sondaggio dell’istituto Yougov, la maggioranza dei tedeschi è favorevole ad una nuova chiusura delle scuole e degli asili di fronte all’aumento dei casi di contagio da coronavirus. Il 52% del campione si è dichiarato “preferibilmente” o “assolutamente” a favore di questa possibilità. Il 34% invece respingerebbe “di preferenza” o “assolutamente” questa eventualità, il 14% non ha espresso un’opinione precisa. La percentuale dei favorevoli alla chiusura degli istituti scolastici è risultata leggermente più alta nei territori della ex Germania occidentale (55%) rispetto a quella della parte orientale del paese (41%).

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