L’incognita rinunce AstraZeneca

C’è poi un fattore da considerare: la diffidenza verso AstraZeneca, che fa fatica a scemare, soprattutto al Sud dove ci sono regioni come la Calabria e la Puglia che hanno rinunce attorno al 30% mentre in Sicilia la percentuale arriverebbe addirittura al 80%. Anche perché l’indicazione del governo è chiara: non si può scegliere il vaccino e dunque chi rifiuta o non si presenta dopo essersi prenotato, va in coda alla fila.

Over-80, immunizzato il 38,7% della platea

Il nuovo piano vaccinale punta a concludere la vaccinazione degli over 80 entro aprile. A poco più di tre mesi dall’inizio della campagna, l’Italia ha vaccinato con entrambe le dosi il 38,79% degli over 80, mentre la prima dose è stata somministrata al 68,20%. Immunizzati solo 150mila su 6 milioni di 70-79enni.

MISURE PER LA RIPRESA

Nuovo scostamento di bilancio e nuovo decreto Sostegni

Mercoledì 14 aprile il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il Documento di economia e finanza (Def) e il nuovo scostamento di bilancio con la richiesta alle Camere di autorizzazione a finanziare il nuovo decreto Sostegni, atteso prima della fine del mese (allo stato attuale la previsione è per il 24 aprile, si veda anche Il Sole 24 Ore del 10 aprile), ricorrendo ad altre risorse in deficit. Il nuovo provvedimento per dare fiato alle attività ancora a terra per la crisi e imprimere una spinta alla ripartenza potrebbe contare su una dote di 40 miliardi. I tecnici lavorano alle misure da inserire nel decreto, che dovrebbe aver in pancia misure destinate soprattutto alle imprese: i partiti premono per ottenere più risorse possibili, la Lega ha chiesto esplicitamente almeno 50 miliardi. Una cifra che rimbalza nel tam tam di maggioranza ma che, almeno per ora, non trova conferme. Di sicuro si cercherà di dare fiato alle aziende in difficoltà a causa delle restrizioni imposte dalla curva dei contagi anche ad aprile, senza – spiegano dal governo – creare false illusioni ma intervenendo con tempestività per garantire l’erogazione dei rimborsi e insieme porre le basi per quella ripresa che potrà prendere slancio solo quando la campagna vaccinale avrà messo in sicurezza il Paese. Il quadro che il ministro dell’Economia Daniele Franco è chiamato a comporre non è semplice, perché le nuove stime di Pil, debito e deficit da inserire nel Def vanno calcolate alla luce del nuovo indebitamento “extra” necessario per attenuare con un nuovo decreto per le imprese i danni economici della pandemia. Ma vanno anche incrociati gli effetti positivi, già a partire dall’anno in corso, del Recovery Plan.

Recovery Plan a Bruxelles non oltre fine mese

Ed è proprio il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) da circa 200 miliardi l’altro grande dossier che Draghi ha sul tavolo in questi giorni: l’obiettivo è inviare il piano a Bruxelles non oltre il 30 aprile, dopo averlo illustrato alle Camere (le comunicazioni di Draghi alla Camera saranno il 26 e 27 di aprile), ma la definizione dei progetti è ancora in corso, sia per la difficoltà a far quadrare i conti rispetto alle richieste dei ministeri, sia perché su alcuni punti si è scelta una «forte discontinuità» rispetto alle bozze del governo Conte.

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