Il sasso nello stagno lo ha lanciato il capo della Protezione civile. È stato Fabrizio Curcio, in un’intervista a Repubblica, a evidenziare come non tutti gli anziani si prenotano per la vaccinazione. Lo ha fatto parlando di «dispersi». E di questione da «scandagliare a fondo» perché non è chiaro se si tratta di «persone anziane o povere non raggiunte dalle informazioni» o di «vecchi senza figli che possono aiutarli» o di veri e propri «no vax». Sicuramente in molti casi si tratta di persone che non hanno accesso a internet o in difficoltà a iscriversi al portale. Per questo la Protezione civile si è attivata in collaborazione con i Comuni per raggiungere i «dispersi» e chiudere così entro aprile con la fascia di età più avanzata. Sta di fatto che mentre il Veneto è quasi fermo per mancanza di dosi, la Sicilia si ritrova con 100mila dosi di Astrazeneca da smaltire per mancanza di prenotazioni.

Sicilia indietro con le prenotazioni

Il Veneto promette entro domenica di vaccinare con la prima dose tutti gli over 80 (al momento siamo all’84,8%). La Lombardia è all’82% della popolazione target in questa fascia d’età. La Sicilia, invece, in base all’ultimo report settimanale del commissario per l’emergenza Covid risultava all’ultimo posto in Italia con solo il 45,4% degli over 80 vaccinati. Stando a quanto riportato però dalla regione Sicilia il problema nasce soprattutto dalla mancanza di prenotazioni. «Solo il 57% degli over 80 siciliani (181.392 persone) – spiegava la Regione in una nota il 12 aprile – ha prenotato il vaccino. Di coloro che hanno fissato l’appuntamento attraverso la piattaforma nazionale e il call center, il 90% ha ricevuto la prima somministrazione (164.363 persone) mentre «il 62% (oltre 112 mila persone) ha completato il ciclo con la seconda dose».

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Scetticismo verso i vaccini antiCovid?

L’obiettivo è perciò quello di raggiungere «gli oltre 130mila super-anziani che non hanno ancora dato il proprio assenso al vaccino». Naturalmente agli over 80, secondo le linee guida nazionali, non è stato somministrato il vaccino Astrazeneca, bensì Pfizer o Moderna con Pfizer o Moderna. «Eppure – conclude la nota – i dati delle mancate prenotazioni anche in questo target confermano che nella popolazione è presente un diffuso scetticismo nei confronti della vaccinazione anti-Covid in generale», spiegano da Palazzo Orleans.

L’open day per Astrazeneca

Ma il problema delle mancate prenotazioni riguarda in Sicilia anche la classe d’età 60-79 anni, alla quale è riservato il vaccino Astrazeneca. «In Sicilia c’è l’80% di rinuncia del vaccino AstraZeneca. Su 100 persone, 80 dicono di no» ha denunciato il presidente della Regione Nello Musumeci. Di fronte al problema di 100mila dosi da smaltire, l’idea dei vertici regionali siciliani è stata quella di un «open day» di tre giorni (dal 16 al 18 aprile) negli hub regionali, dove si potranno vaccinare, senza prenotazione, tutti i cittadini nel target AstraZeneca (a partire da sessant’anni di età).

Il precedente della Basilicata

Un’idea di cui la Basilicata vanta il copyright. In fondo alla classifica (in base all’ultimo report settimanale del commissario straordinario Figliuolo) per vaccinazioni nella classe d’età 70-79, la regione guidata da Vito Bardi sta sperimentando con successo una tre giorni di vaccinazioni Astrazeneca per i lucani fra i 60 e i 79 anni, senza prenotazione, ma in ordine di anzianità. Contrariamente alle aspettive, i riscontri sono ottimi, almeno a livello numerico. Critiche sono arrivate per le code e le lunghe attese davanti alle tende allestite nei pressi degli ospedali di Potenza e Matera , ma non si è registrata diffidenza verso il vaccino anglo-svedese. Il 12 aprile sono state vaccinate circa 3mila persone nella fascia d’età 60-79 anni. Si è proseguito il 13 aprile solo con i cittadini di età compresa fra i 75 e i 79 anni (di nuovo code, ma più gestibili). E si chiude il 14 aprile con chi ha età compresa fra i 74 e i 70 anni.

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