Le differenze tra le Regioni nella somministrazione delle dosi di vaccino anti Covid «sono difficili da accettare. Le Regioni seguano le priorità del piano nazionale» ha scandito il premier Mario Draghi nelle sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue. Il governo è pronto a mettere in campo una valutazione settimanale dell’andamento della campagna di somministrazione nelle Regioni per intervenire in caso di differenze tra i diversi territori e qualora non venissero rispettate le priorità indicate dal piano nazionale. L’obiettivo, ha confermato il premier, è portare il ritmo delle somministrazioni a mezzo milione di dosi al giorno. «Il governo renderà pubblici questa settimana tutti i dati» sui vaccini «sul sito della Presidenza del Consiglio, Regione per Regione, categoria di età per categoria di età».

Intanto, si fanno largo alcune ipotesi più approfondite. Francesco Figliuolo, il commissario straordinario all’Emergenza, propone di prevedere una revisione delle percentuali di ripartizione dei vaccini nelle Regioni, da calcolare in base alla popolazione residente. Dal calcolo della popolazione residente nelle Regioni sarebbe esclusa la popolazione under 16 e over 80. A chiederlo in passato al Governo erano stati gli stessi governatori. Al momento la ripartizione è ancora calcolata, invece, sulla base liste della popolazione target.

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L’andamento nelle Regioni

Stando ai dati ufficiali le regioni hanno somministrato oltre otto milioni di dosi che corrispondono a più dell’83% del totale ricevuto. Ma nove – Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto – sono sotto la media con tre che superano di poco il 70%: la Sardegna, la Liguria e la Calabria. Anche la Lombardia arriva solo all’80 per cento. «Tutte le Regioni sono tenute a rispettare il piano vaccini» e il ministero della Salute è pronto a sostenere le regioni in questo percorso: ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso di un question time alla Camera di mercoledì 24 marzo. «Il governo – ha aggiunto – attraverso il commissario segue con la massima attenzione tutto quello che succede a livello nazionale ed è pronto in ogni occasione ad offrire il massimo supporto alle regioni che sono tenute ad attenersi al piano che abbiamo condiviso assieme».

Monitoraggio settimanale

Se le consegne per i prossimi giorni verranno rispettate verrà meno uno dei fattori che hanno rallentato la campagna di vaccinazione: la carenza delle dosi. Ci si aspetta perciò un’accelerazione nelle somministrazioni. Per questo il governo monitorerà l’andamento nei singoli territori, sulla base delle priorità indicate nel piano vaccinale e tenendo conto sia di quante somministrazioni vengono fatte rispetto alle dosi ricevute, con l’indicazione di mantenere un 15% di scorta per la seconda inoculazione, sia della percentuale di somministrazione a ciascuna delle categorie prioritarie (over 80, fragili, disabili, caregiver, personale scolastico e forze di polizia).

Il soccorso del governo

L’esecutivo è pronto a intervenire in quelle Regioni dove dovessero essere riscontrate difficoltà. L’obiettivo non è commissariare i territori quanto mantenere aperto un dialogo e una collaborazione costanti per far funzionare al meglio il sistema e centrare l’obiettivo di 500mila vaccinazioni al giorno, fissato per la settimana tra il 14 e il 20 aprile. Si lavorerà per incrementare la distribuzione, inviando militari e volontari per la logistica, per aumentare le somministrazioni con la possibilità di utilizzare anche i team mobili e raggiungere i centri più isolati. Si comincia dalla Calabria, dove venerdì il commissario Francesco Paolo Figliuolo e il capo della protezione civile Fabrizio Curcio porteranno «l’attenzione del Governo centrale alla campagna di vaccinazione nella regione», come confermato da Speranza.

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